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domenica 05 settembre 2010

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Le Pubbliche Assistenze in Liguria
 

 
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Il terremoto del 6 aprile 2009

Lunedì 6 aprile 2009, alle ore 3.32 del mattino una scossa sismica, di magnitudo 5.9 sulla scala Richter, colpisce la città dell’Aquila e i suoi dintorni. La profondità stimata del terremoto è di 8,8 km e l'epicentro dista 10 Km dal centro del capoluogo abruzzese. Trattandosi di un sisma poco profondo gli effetti della scossa sono distruttivi proprio in prossimità dell’epicentro: all'Aquila e nei comuni limitrofi si contano 308 morti e circa 1.500 feriti; il centro storico del capoluogo abruzzese è semidistrutto, quasi del tutto inagibile e deve essere rapidamente evacuato per il rischio di ulteriori crolli; danni ingenti e vittime si riscontrano anche nei quartieri residenziali moderni, inoltre diversi piccoli centri della cintura urbana e della conca aquilana sono pesantemente colpiti e lamentano morti, feriti e devastazioni; alcuni di essi, come Onna e Paganica, vengono totalmente evacuati; gli sfollati dell'intero territorio aquilano saranno oltre 70.000. Alla scossa principale, nei giorni successivi, seguono diverse scosse di assestamento, di intensità gradualmente decrescente, alcune di esse sono avvertite dalla popolazione e dai primi soccorritori e contribuiscono ad aumentare il panico ed ad aggravare il bilancio dei danni materiali, anche se per fortuna non provocano ulteriori vittime.

L'azione dell'ANPAS

Non appena compresa la gravità dell'evento sismico l'ANPAS Nazionale, i comitati regionali e le pubbliche assistenze associate si sono immediatamente attivati, cercando di avere notizie sulle necessità immediate della popolazione aquilana e predisponendo le proprie strutture per gestire un intervento di soccorso organizzato. In particolare l'ANPAS Nazionale ha attivato la Sala Operativa Nazionale (SON) nella sede di Firenze, mentre l'ANPAS Liguria ha attivato la sala Operativa Regionale, allo scopo di coordinare, con la SON, l'intervento delle pubbliche assistenze liguri. Le associazioni si sono quindi predisposte per l'intervento, sia con mezzi di soccorso (ambulanze ed auto mediche) sia con mezzi protezione civile e personale esperto, in grado di assistere adeguatamente la popolazione sfollata, che nel frattempo viene indirizzata verso i campi di accoglienza.

Le pubbliche assistenze liguri si sono rese immediatamente disponibili a partire, in base alle richieste pervenute dalla Sala Operativa Nazionale, e già il 7 aprile 2009, a poco più di 24 ore dal sisma, una colonna dell'ANPAS Liguria parte alla volta dell'Abruzzo.

L'intervento ANPAS Liguria e le risorse impiegate

I campi accoglienza dove hanno operato i volontari della colonna regionale ligure sono:

 - Acquasanta  (gestito direttamente dall'Anpas nazionale);
 - Collebrincioni (gestito direttamente dall'Anpas nazionale);
 - Campotosto;
 - Pizzoli;
 - Campo 118 di S. Maria al Monte.


Otre all'intervento diretto, sul territorio abruzzese, i nostri volontari si sono avvicendati nei turni presso la Sala Operativa Nazionale di Protezione Civile (presso la sede Anpas Nazionale di Firenze) per garantirne l'apertura 24 ore su 24 dalle ore 5.10 del 6 aprile fino alla fine del successivo mese di ottobre.

La Sala Operativa Regionale di Protezione Civile è stata operativa dal 6 aprile 2009 fino alla fine di novembre in codice rosso, avvalendosi del personale della struttura di Anpas Liguria, supportato dai responsabili delle varie zone. La Sala Operativa Regionale ha lavorato quotidianamente per far fronte alle esigenze dei campi di accoglienza, in base alle indicazioni provenienti dalla SON per l'organizzazione e l'invio dei volontari, delle attrezzature e dei mezzi; attraverso un'attenta gestione delle disponibilità raccolte, ha saputo mantenere allertate e disponibili le forze delle proprie associazioni per fronteggiare l'emergenza nel medio/lungo periodo.

La Sala Operativa Regionale ha inviato alle 110 associazioni aderenti più di 7 richieste per raccogliere le disponibilità per i turni volontari per i campi di accoglienza Anpas e per la SON, una ogni circa 20 giorni.
In base alle disponibilità raccolte sono state organizzate e gestite le partenze delle colonne per ogni singolo turno settimanale e sono ricercate le disponibilità per coprire turni vacanti ed eventuali e impreviste defezioni.

Per garantire il corretto funzionamento di tutte le attività dei campi, oltre ai volontari generici è stato necessario individuare anche delle figure specifiche quali medici, infermieri, soccorritori, animatori/educatori, idraulici, elettricisti, cuochi e segretari.
Sono stati coperti un totale di 60 turni settimanali distribuiti su tutti i campi, con una presenza media di 5 volontari per turno, coprendo dai 15/18 della richiesta, durante le prime settimane dell'emergenza fino ai 3/5 delle ultime settimane, si tratta quindi di un dato particolarmente buono, anche tenendo conto della fisiologica flessione nella disponibilità, avvenuta con il prolungarsi dell'emergenza oltre i mesi estivi.

Hanno operato volontari delle seguenti associazioni liguri:
Croce Bianca Albenga, Croce Bianca "Gino Montesi" di Alassio, Croce Verde Albisola Superiore, Croce Bianca Altare, Croce Bianca Andora, Croce Verde Arcola, Croce Bianca Genovese, Croce Bianca Bolzaneto, Croce Bianca Borghetto Santo Spirito, Croce Verde Busallese, Croce Bianca Cairo Montenotte, Croce Bianca "Dott. Giuseppe Cesio" di Calice Ligure, Croce Azzurra Calizzano, Croce Verde Camogliese, Croce Bianca Carcare, Croce Blu Castelletto, Croce Bianca Dego, Croce Azzurra Fegino, Croce Bianca Finale Ligure, Pubblica Assistenza "Associazione Giovani Amici Uniti", Croce Bianca "Luigi Carbone" di Laigueglia, Croce Rosso-Bianca Lerici, Croce Bianca Mignanego, Croce Azzurra Monegliese, Pubblica Assistenza Nerviese, Croce Bianca Noli, Croce Verde Pontedecimo, Croce Bianca Pontinvrea, Croce Verde Praese, Croce Bianca Rapallese, Croce Verde Recco, I Volontari del Soccorso di Ruta di Camogli, I Volontari del Soccorso di Sant'Anna di Rapallo, Croce Verde Santa Margherita Ligure, Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" di Sarzana, Croce Bianca Savona, Croce Verde Sestri Ponente, Croce d'Oro Sciarborasca, Croce Bianca Spotorno, Pubblica Assistenza di Vezzano Ligure.

I volontari Anpas Liguria che hanno operato dall'inizio dell'emergenza sono stati 264, provenienti da 40 pubbliche assistenze liguri.

Gruppo psicologi: 51 psicologi volontari hanno svolto attività di assistenza psicologica.

E' stata utilizzata una tenda pneumatica (PMA, posto medico avanzato) da 8 posti completa di accessori ed impianti.

Nella gestione dell'Emergenza ANPAS Liguria e gli enti associati hanno impiegato i seguenti mezzi:

 - 21 ambulanze e 7 ambulanza 4x4;
 - 11 automediche e 2 automediche 4x4 ;
 - 2 pulmini uso navetta;
 - 2 fuoristrada;
 - 1 furgone allestito ad ambulatorio mobile;
 - 1 furgone logistico da impiegare per la segreteria di campo;
 - 20 automezzi vari.

Le principali attività realizzate sono state: emergenza ed assistenza sanitaria, collaborando alla gestione delle postazioni 118 (turnazioni H24), assistenza a infermi e disabili, ambulatorio pediatrico, struttura protetta per l'infanzia, assistenza psicologica alla popolazione, unità cinofile specializzata in Pet Terapy, animazione, centro didattico, biblioteca, internet point, allestimento campi, logistica e movimentazione merci, servizio cucina, struttura lavanderia, segreteria di campo.
Inoltre sono state organizzate iniziative di raccolta fondi i cui proventi sono stati destinati alla sottoscrizione nazionale promossa da Anpas per ricostruire il campo di rugby ad Acquasanta, all'interno del quale era stato allestito fin dalle primissime ore dopo il sisma il campo di accoglienza totalmente gestito dall'ANPAS: da tale attività sono stati raccolti circa 159.000 euro.

 
 
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